Rocce metamorfiche: trasformate dalla forza
Punti chiave
- Il metamorfismo rimodella la roccia allo stato solido, senza alcuna fusione.
- Le rocce foliate presentano minerali allineati e a bande, a differenza di quelle non foliate.
- Il marmo è calcare metamorfosato; la quarzite è arenaria metamorfosata.
Trasformazione senza fusione
Quando la roccia è sepolta in profondità o intrappolata in una collisione orogenetica, l'aumento di calore e pressione fa ricristallizzare e riallineare i suoi minerali, il tutto mantenendo lo stato solido. Spingendola oltre, fonderebbe in magma (il regno delle rocce ignee). Il metamorfismo vive in questa intensa via di mezzo e può prendere una roccia comune e alterarne completamente la consistenza e la composizione minerale.
Foliazione: l'aspetto a bande
La pressione orientata comprime i minerali piatti e lamellari in strati paralleli, creando la foliazione. Con l'aumentare dell'intensità, l'argillite diventa ardesia (fine, si divide in lastre piatte), poi fillade (lucentezza setosa), quindi scisto (scaglie di mica visibili e scintillanti) e infine gneiss (evidenti bande chiare e scure). Questa progressione è una delle sequenze classiche della geologia.
Non foliato: massiccio e uniforme
Quando la roccia madre è composta da minerali massivi, o il calore prevale sulla pressione orientata, si ottiene una roccia non foliata, priva di bande. Il calcare ricristallizza in marmo (calcite incastrata, molto apprezzata dagli scultori); la pura arenaria si fonde in quarzite, così tenace che la superficie di frattura taglia i granuli anziché girarvi intorno.
Come distinguerli
Le rocce metamorfiche tendono a essere dure e dense al tatto, spesso con una lucentezza dovuta alla mica allineata o con un motivo striato e ondulato. A differenza degli strati sedimentari (che sono letti sedimentari piatti), le bande metamorfiche sono frequentemente ondulate, piegate o contorte: una testimonianza visibile delle enormi forze che le hanno rimodellate.
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